Prince of Persia: I due Troni (2005)
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La saga di Prince of Persia vanta numerosi titoli, sia su varie console che su PC. È senz’altro un altro titolo che ha segnato il successo di Ubisoft, ed è stato – anche – una specie di trampolino di lancio per la notissima saga di Assassin’s Creed.

Il Principe persiano è stato – ed è – senz’altro un idolo nel mondo dei videogames, specie nell’andato periodo della Playstation 2 che ha segnato – con la prima trilogia – il vero successo di questo titolo.

Prince of Persia: I due Troni (2005)
Prince of Persia: I due Troni (2005)

Peccato però che i “simpatici” sviluppatori Ubisoft non siano stati in grado di continuare con l’evoluzione psicologica del Principe, ovvero di mantenere fedeltà ai capitoli precedenti.

Esatto: non si parla solo di gameplay, ma di trama e psicologia legati al protagonista principale!

Prince of Persia nel 2008

Dopo il grande successo della saga principale su PS2, partita con Le sabbie del Tempo (2003), seguita da Spirito Guerriero (2004) e conclusasi con il capolavoro I due Troni (2005), la Ubisoft decide – letteralmente – di gettare il tutto all’aria e ripartire, quasi, da zero.

Perché? Basterebbe giocare i primissimi minuti di Prince of Persia (2008) per rendersene conto.

Il Principe non è più lui. È dipinto come uno sciocco, totalmente all’oscuro di dove si trovi.

E il suo passato? Sparito nel nulla. Non ci sono allusioni al recente conflitto interiore con il Dark Prince delle Sabbie, né richiami al suo passato ad Azad, se non vaghi e detti tramite brevissime allusioni che sperano di essere ironiche ma che cadono tristemente nel “fuori luogo”.

Inoltre, Farah, la donna della sua vita, si dice essere un asino carico d’oro ora smarrito. È il Principe stesso a dirlo.

Infine, scordatevi per sempre le Sabbie: qui il tutto è sostituito dalla Magia (poco chiara, banale e mal esposta, a mio parere).

Certo, può trattarsi sempre di una storia parallela; ovvero, la Ubisoft ha voluto spingere sui “multiversi” ed in questo non vi sono le Sabbie bensì la Magia.

Può essere un’ipotesi accettabile, ma non si tratta certo del Prince of Persia che siamo abituati a conoscere. Per quanto riguarda il gameplay, tutti i comandi del parkour sono completamente stati rivisti e modificati. Per non parlare dei combattimenti: tutti estremamente monotoni e sempre uno contro uno (questo vuol dire una sola cosa: niente gruppi di nemici).

Questo titolo, e penso che noi fan possiamo dirlo apertamente, non è un degno successore dei precedenti.

Prince of Persia (2008)
Prince of Persia (2008)

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate (2010)

Questo è un titolo che poteva senz’altro rialzare le sorti del Principe. Ma, e c’è sempre un “ma”, riesce a tornare sui binari da cui era uscito ma comunque, a mio modesto parere, non è riuscito a ridare al Principe il lustro di un tempo.

Qui, per fortuna, si torna nel “multiverso” delle Sabbie. Oscure e dimenticate, queste vengono liberate da Malik, il fratello (mai sentito fino ad ora se non in qualche dialogo sperduto) del Principe, che decide di liberarle per salvare la sua città sotto assedio, ma ne rimane terribilmente corrotto.

Ora sta tutto nelle mani del Principe: come al solito, salvare la situazione.

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (2003)
Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (2003)

Finalmente, in questo titolo, torna il parkour vecchio stile e non semplificato dei vecchi tempi (davvero, alcune parti sono davvero toste). Grazie a vari poteri che permettono di riavvolgere il tempo (che bei ricordi), rendere solida l’acqua e ricostruire parti dell’ambiente circostante, il Principe si fa strada tra corse e arrampicate in un vero mondo costruito per lui.

È davvero un piccolo ritorno alle origini.

Neanche la meccanica RPG è brutta, permettendo di potenziamento delle abilità e spingendo il giocatore a rigiocare il titolo più volte proprio per potenziare il tutto.

Per quanto riguarda la trama, invece, è tutta lì, come esposto in precedenza. Anche qui, purtroppo, non vi sono rimandi o riferimenti espliciti al passato del Principe. Penso che persino vi sia un piccolo buco di trama. Nel finale di questo titolo, il Principe afferma di voler tornare dal padre ma, mi vien da chiedere, non era morto ne Le Sabbie del Tempo?

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate (2010)
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate (2010)

Conclusioni

Insomma, il Principe è invecchiato abbastanza male. Sembra perdere sempre più la sua maturità man mano che si procede con nuovi capitoli. Ormai il vecchio Principe non tornerà mai, almeno per ora.

Come al solito, si rimane in attesa per l’uscita di un nuovo (possibile) capitolo che cerchi di ridare lustro a questa saga.

Una saga che rischia di affondare nelle sue stesse Sabbie.

Prince of Persia: Spirito Guerriero (2004)
Prince of Persia: Spirito Guerriero (2004)
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