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Gen V: i nuovi (anti)eroi

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La più esilarante, cinica e disgustosa serie di Prime Video è tornata, o quasi. Stendete il tappeto rosso per Gen V, lo spin-off di The Boys, finalmente disponibile sulla piattaforma streaming.  

La nuova serie si colloca tra la terza e la quarta stagione del suo impavido predecessore. Un nuovo cast e con una trama altrettanto irriverente e sarcastica, è incentrata sulla prossima generazione di super. Sono i primi a sapere che i loro poteri non sono dati da Dio, ma derivano dall’elisir di Vought, il Composto V, iniettato fin dalla loro nascita. Il farmaco è prodotto dalla Vought International che gestisce anche l’università. Proprio lì vengono addestrati i futuri vendicatori, per rendere l’America e il Mondo intero un posto più sicuro. Il nuovo gruppo di giovani si ritrova a lottare in una corsa perpetua al successo, per entrare nella “Top 10” e attirare l’attenzione dei vertici della società.

Gen V: i nuovi (anti)eroi

I fan di The Boys lo sanno molto bene, ma i ragazzi di Gen V no. Loro sperano di entrare a far parte della celebre squadra dei Sette per combattere al fianco di super dal calibro di A-Train. Purtroppo però questa nuova generazione è impegnata a combattere i propri nemici interni come ansia, depressione, scarsa autostima e ormoni in tempesta.

Creato dal team di The Boys: Craig Rosenberg, Evan Goldberg ed Eric Kripke, Gen V nasconde molti retroscena e personaggi della serie originale. Nonostante lo spin-off sia cruento e volgare quanto The Boys, questo ha la sua personalissima voce. Si allontana dalla parodia politica e culturale, per abbracciare il caos di un gruppo di ragazzi la cui sfida maggiore è superare i traumi lasciati dai genitori, inclusi i loro superpoteri indotti chimicamente.

Gen V: i nuovi (anti)eroi

Marie Moreau (Jaz Sinclair), una giovane donna, che scopre di possedere, con l’arrivo delle mestruazioni, una superpotere inquietante. Manipolare il flusso di sangue, senza però averne minimamente il controllo, con conseguenze tragiche e letali. La sua compagna di stanza Emma (Lizze Broadway), può rimpicciolirsi fino alle dimensioni di una formica o espandersi oltre il limite del bosco. Abilità legata sempre ai fluidi corporei, infatti per diventare piccola deve vomitare. Viceversa per diventare grande deve abbuffarsi. Entrambe sono accomunate dalla morte dei genitori, vittime dei loro poteri, eroine o mostri?

Gen V: i nuovi (anti)eroi

Golden Boy – Luke (Patrick Schwarzenegger) è il super più popolare e acclamato e forte del college. Però non riesce a gestire la pressione e ogni volta che si infuoca e costretto a denudarsi. La fidanzatina d’America Cate (Maddie Phillips) è la ragazza cattiva che manipola le menti, ma nessuno prova empatia per lei. Jordan (interpretato da London Thor e Derek Luh) usa i pronomi e il suo superpotere include la capacità di passare dalla forma maschile a quella femminile. La gestione dell’identità sessuale è uno degli aspetti più interessanti di Gen V. Infatti non si tratta semplicemente di cavalcare l’onda dell’inclusività, ma questo aspetto è inserito perfettamente dagli autori nel contesto sociale in cui viviamo. Nessuno dei protagonisti può dirsi al sicuro e l’audacia di non renderli strettamente necessari per la trama lascerà più di uno spettatore di stucco.

Gen V in poche parole è disgustoso, inquietante e divertente da morire.

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Gianna Calatozzo

Ciao sono Gianna, ho una laurea in Giurisprudenza, un tesserino dell’ordine degli avvocati a cui vorrei aggiungere quello da giornalista. La passione per la scrittura, nata sulla carta e poi migrata sulla testiera, mi accompagna da sempre. A 6 anni gli altri volevano fare gli astronauti; io avevo già le idee chiare: volevo fare la giornalista.

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