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King of Eden di Takashi Nagasaki

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Takashi Nagasaki è un nome che probabilmente dirà poco ai meno esperti, ma ai mangofili più affamati verranno in mente Monster, Pluto, Master Keaton, per citarne alcuni. King of eden affonda pienamente le radici nel genere preferito di Nagasaki. Il risultato è un thriller molto ben orchestrato. Un manga raro, agghiacciante e realistico, che mette in scena un intrigo internazionale incentrato su un misterioso virus che trasforma gli esseri umani in licantropi, decimando la popolazione.

King of Eden

Il viaggio ha inizio in Spagna, per poi passare velocemente nel resto del globo dalla Thailandia, alla Scozia fino ad arrivare in Romania, considerata il fulcro della diffusione di questo strano virus. Per scoprire chi c’è dietro l’epidemia vengono mobilitati i servizi di intelligence di molti paesi, l’Europol e l’Organizzazione mondiale della sanità. Tutto sembra portare ad un solo e unico nome: Teze Yoo. Un giovane archeologo che viene avvistato a studiare i corpi degli sfortunati che contraggono il virus. Al centro della trama c’è la dottoressa Itsuki, anche lei archeologa ed ex compagna di scuola di Teze. Reclutata dai servizi segreti per rintracciare quest’ultimo, scomparso nel nulla. Ha inizio una caccia all’uomo che via via porterà alla luce oscure verità.

King of Eden

Nagasaki prende tempo per creare la narrazione che si muove in equilibrio tra thriller e horror. King of eden potrebbe apparire come la solita storia horror, oppure una storia legata alla sopravvivenza del protagonista. Invece questo manga ha radici più profonde, non ci sono solo terroristi pronti a tutto, trafficanti e ribelli ma anche la narrazione di quadro che spazia da quello storico a quello religioso. Nella storia sono analizzate le origini del virus coinvolgendo antiche maledizioni, conferendo all’opera maggiore spessore, il tutto ovviamente condito dalla presenza dei mostri, molti mostri.  

King of Eden

I disegni di King of eden affidati a Lee Sang-cheol, illustratore sudcoreano apprezzato per il suo tratto forte e realistico. I disegni sono più dettagliati rispetto alla maggior parte dei manga horror. La sua matita riesce a catturare gli elementi umani e disumani nella storia. Molte pagine hanno poco dialogo o addirittura nessuno, senza però infastidire il lettore perché l’arte di Lee racconta facilmente la storia, rendendo le reazioni dei personaggi realistiche, in uno scenario irrealistico.

Un manga con la capacità di tenere incollati i lettori alle sue pagine con il costante pensiero su come continuerà nel prossimo volume. Quindi se siete amanti del genere questa opera non vi deluderà affatto.  

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Gianna Calatozzo

Ciao sono Gianna, ho una laurea in Giurisprudenza, un tesserino dell’ordine degli avvocati a cui vorrei aggiungere quello da giornalista. La passione per la scrittura, nata sulla carta e poi migrata sulla testiera, mi accompagna da sempre. A 6 anni gli altri volevano fare gli astronauti; io avevo già le idee chiare: volevo fare la giornalista.

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