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La mente umana è piena di ricordi. Molti sono belli, e altrettanti sono brutti. Purtroppo, ad influenzarci di più, sono proprio questi ultimi. Ma come sarebbe la vita se, ognuno di noi, potesse scegliere quali ricordi immagazzinare? E come sarebbe la vita se potessimo proprio eliminare i ricordi brutti dalla nostra memoria? Sarebbe stupendo, e protremmo vivere senza traumi. Ma ne siamo veramente certi? Sicuramente non lo sono gli sviluppatori del videogioco che tratteremo in questo articolo: Remember Me.

I ricordi negativi
Remember Me – Filosofia videoludica dietro i ricordi negativi

Remember Me: Il titolo di punta di Don’t Nod

Ai videogiocatori non dovrebbe essere nuovo il nome Don’t Nod. La casa produttrice Francese (precedentemente chiamata Dontnod Entertainment) nasce nel 2008. Tutti la conoscono come la casa produttrice del tanto acclamato (ma anche criticato) Life is Strange, rilasciato nel 2015. Ma non tutti sanno che, due anni prima, Don’t Nod aveva rilasciato il suo titolo di punta. Un videogioco che mescola generi tra i quali l’avventura, il picchiaduro e anche lo stealth. Quel videogioco è Remember Me, pubblicato nel Giugno 2013 su PS3, su Xbox 360 e su Steam. E, sebbene a 9 anni dal rilascio non sembra essere invecchiato nel migliore dei modi, il messaggio che trasmette merita ancora l’acquisto del gioco.

Memoria eliminata: un accenno di trama

Sintetizzare il messaggio dietro Remember Me senza fare alcuno spoiler alla trama non è affatto semplice. Il gioco inizia con la presentazione di un prodotto tecnologico, chiamato Sensen, collegato dietro al collo delle persone. Subito dopo questa breve cinemaic, il giocatore trova davanti a sé la protagonista del gioco. Lei è stesa per terra, di fianco, dolorante, e urla all’impazzata mentre sembra succedere qualcosa al suo Sensen. La ragazza perde tutti i suoi ricordi. L’unica cosa di cui ha memoria è il suo nome: Nilin. Una guardia, notando questo dettaglio, la manda in una stanza per farle cancellare quel poco di memoria che le resta. È qua che qualcosa, una voce, riesce a comunicare con lei, e la aiuta a fuggire da quel luogo.

I ricordi negativi
Remember Me – Filosofia videoludica dietro i ricordi negativi

Terminato il prologo, parte un’altra cinematic. La voce che le parlava prima le racconta cosa sta succedendo. Ci troviamo nell’anno 2084, a Parigi, o meglio, in una sua versione futuristica chiamata Neo-Parigi. La voce si presenta col nome di Edge, e spiega a Nilin che lei è un’Agente Errorista. Gli erroristi sono un gruppo di ribelli che hanno come obiettivo la distruzione di Memorize, la società creatrice dei Sensen. Tutta la popolazione dispone di questo apparecchio, e ognuno lo usa per gestire i propri ricordi a piacimento. L’abilità speciale di Nilin è la possibilità di poter modificare i ricordi degli altri a proprio piacimento. Un’abilità che la distingue dagli altri erroristi dandole il nome di Cacciatrice di Ricordi. Con la trama direi che è meglio fermarsi qua.

Filosofia videoludica

Ma cosa ci vuole trasmettere Don’t Nod con questo titolo? Il punto migliore di Remember Me è proprio la sua trama. Una trama che continua ad evolversi fino all’ultimissimo livello (o episodio, come sono categorizzati nel gioco stesso). L’intera trama ruota attorno ad una cosa: la memoria e i ricordi negativi. I ricordi, indipendentemente da come sono, fanno parte di noi. La nostra vita è influenzata dai ricordi stessi, che ci rendono quello che siamo e che saremo. Una vita vissuta con la possibilità di eliminare dalla nostra memoria cosa ci ha ferito è una vita che non è stata realmente vissuta. Significherebbe vivere una vita alla quale è stata eliminata una parte di noi. È su questo che Don’t Nod voleva porre l’accento.

I ricordi negativi
Remember Me – Filosofia videoludica dietro i ricordi negativi

I ricordi, per quanto dolorosi, vanno accettati. È chiaro che possono influenzare sulla nostra psiche in negativo, ma rimuoverli in modo forzato significa non accettare la vita che ci è stata donata. Niente è più prezioso della vita stessa, indipendentemente da cosa l’ha influenzata e cosa la influenzerà. Di conseguenza, permettetemi un ultimo consiglio: recuperate questo gioco. Il gameplay non lo rende speciale, è vero. Ma l’evolversi della trama e tutto il messaggio celato dietro, lo rendono ancora un ottimo titolo che meritava più attenzione all’uscita.

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