ark copertina
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Ho sempre voluto provare Ark Survival ma c’è sempre stato qualcosa che me lo ha impedito. Così quando questa settimana l’ho visto disponibile sull’Xbox pass, non ho voluto perdere l’occasione. Un survival nel quale è possibile costruire quello che ci pare e liberare la nostra fantasia, accompagnato da dinosauri di tutti i tipi che è possibile addomesticare. Bellissimo, no? Alla fine dopo qualche ora di gioco, le mie aspettative sono state soddisfatte solo in parte.

Cosa c’è di buono in Ark?

Come già anticipato, la creatività e la libertà di azione. È possibile fare quello che ci pare fin da subito, anche se ovviamente questo è legato alle capacità del nostro personaggio.

Iniziamo risvegliandoci un po’ confusi su una spiaggia e via. Nessun tutorial, nessuna indicazione. A meno che leggiate delle guide online, potete fare un po’ di role-play e fingere di dover imparare tutto da voi. Le meccaniche sono per lo più intuitive e dà una certa soddisfazione riuscire a costruire le prime armi e i primi utensili.

Altro fattore molto bello del gioco è addomesticare i dinosauri. Sicuramente non è granché intuitivo ma comunque non difficile a livello basico. Per dinosauri più grandi consiglio le numerose guide che trovate online se non volete perderci la testa. Sarà molto soddisfacente cavalcare dei bestioni enormi o essere seguiti e difesi da dei raptors.

Ark Survival: Ultimate Survivor Edition gameplay accampamento
Un accampamento primitivo

Cosa non va in Ark?

La risposta breve alla domanda sarebbe: il grinding. Numerose risorse richieste per costruire gli oggetti + inventario e peso ridotti = lunghe camminate trascinando a stento i materiali raccolti. Dovrete essere molto pazienti, specialmente nelle prime fasi di gioco o finché non avrete un seguito di dinosauri che vi possano aiutare a trasportare risorse e oggetti. Ad ogni modo, buona parte del gioco è spesa raccogliendo risorse; e se da un lato questo è normale nei giochi survival, dall’altro non è obbligatorio che sia così tediante.

A renderlo tale è probabilmente il secondo fattore che rovina l’esperienza in Ark: la difficoltà. Vi ritroverete a morire spesso e perdere risorse e progressi perché, per esempio, un predatore di livello 150 vi appare sulla strada (nella zona “easy” del gioco). Oppure, venite attaccati direttamente nel vostro accampamento con conseguente distruzione di tutte le costruzioni, oggetti e quant’altro.

Mettendo insieme questi due fattori, il gioco spesso vi spinge a ripetere continuamente le stesse operazioni per ottenere obbiettivi in realtà già raggiunti.

Un dinosauro addomesticato

Dovrei giocare ad Ark Survival?

Se il grinding non vi disturba, adorate i survival e amate i dinosauri, Ark Survival è sicuramente il gioco per voi. Sarà molto soddisfacente passare da utensili preistorici a tecnologie futuristiche, coinvolgendo i nostri cari rettili nel processo.

Il gioco ha sia una modalità single che multiplayer, quest’ultima ulteriormente divisa in PVE e PVP. Se siete giocatori casual, consiglio le prime due. Giocando multiplayer poi, avete l’opportunità di unirvi a delle tribù e usufruire di “know-how”, risorse ed edifici, che vi semplificheranno notevolmente le cose.

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