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Il gran maestro della scuola demoniaca

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Il protagonista del “Il gran maestro della scuola demoniaca” è Wei Wuxian. Una figura potente e odiata ed è considerato il fondatore delle tecniche demoniache. Questa è una combinazione di studi taoisti e arti mistiche che gli permettono di avere facoltà soprannaturali. Governa eserciti di zombi seminando il terrore con il Generale fantasma Wen Ning e il potente Sigillo Oscuro della Tigre. Quando viene sconfitto durante il Grande Assalto al colle dei Sepolcri, la notizia è accolta dal mondo dei cultori con estrema gioia.

Il gran maestro della scuola demoniaca

Tredici anni dopo Wei Wuxian rinasce attraverso un pericoloso e proibito rituale di evocazione nel corpo di un giovane che sacrifica la propria anima per seguire il suo piano di vendetta. Questa nuova vita non libera però Wei dal fardello della precedente, anzi lo costringe a fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte. Accanto a lui ci sarà Lan Wangji, sopraffino cultore dalla reputazione inattaccabile. Con lui tenterà di far luce sui segreti del loro passato e con cui intreccerà un legame inaspettato e indomabile. 

Il Gran Maestro della Coltivazione Demoniaca potrebbe essere etichettato come una classica storia d’amore. In realtà nella prima parte della storia non ci sarà nulla di vagamente romantico. Infatti l’autore Mo Xian Tong Xiu ha voluto stuzzicare il lettore con i misteri di ciò che ha condotto alla morte Wei Wuxian e di come sia legato agli altri personaggi. Wei Wuxian non sa cosa abbia fatto Lan Wangji nei tredici anni senza di lui, e quanto quest’ultimo abbia sofferto per la sua mancanza. Oltre alla drammatica storia d’amore tra queste due anime gemelle, la serie esplora intimamente anche le relazioni familiari, l’onore e la natura della vita e della morte.   

Il gran maestro della scuola demoniaca

Costruzione della storia

La trama è scritta incredibilmente bene. Tutto inizia dopo la reincarnazione di Wei Wuxian e procede all’indietro attraverso una sequenza temporale tramite flashback e sequenze di memoria, svelando gradualmente la trama frammento dopo frammento. È una storia organica e ricca di sfumature: i colpi di scena, i segreti e i dettagli vengono accuratamente estratti dalla trama. L’azione domina la storia, infatti i personaggi lottano contro demoni, fantasmi e spiriti durante il processo di indagine su un misterioso omicidio vecchio di dieci anni. L’autore è riuscito a creare un perfetto bilanciamento tra l’oscurità e la leggerezza. La narrazione è il risultato di un miscuglio tra un misterioso omicidio, una commedia di amici, una dark fantasy, una dramma politico e tra un romanticismo a lenta combustione. Il risultato è un mix unico, divertente e coinvolgente.

L’autore tesse con molta attenzione i fili dell’ambientazione dell’antica Cina. Infatti fonde la storia della Cina con la mitologia e la fantasia senza tralasciare i meccanismi politici delle sette e dei clan, ai modi in cui i temi della storia influenzano la magia e la spiritualità dei popoli. Il risultato è un mondo affascinante e travolgente, pieno di spiriti irrequieti e fantasmi.

Costruzione dei personaggi

Il gran maestro della scuola demoniaca

I personaggi che abitano questo mondo sono coinvolgenti e divertenti. Quello che li rende particolarmente interessanti è come sfidano continuamente le aspettative del lettore. Wei Wuxian, inizialmente, appare come un signore oscuro dalla magia sinistra, ucciso perché era malvagio. La realtà è ben più complessa. Più la storia scende in profondità più nessuno dei personaggi è quello piò sembrare. È facile sviluppare sentimenti per tutti i protagonisti anche per quelli più oscuri.

Si tratta di un libro divertente, intelligente, a tratti anche pesante, ma una lettura sicuramente da non perdere se si amano le storie fantasy epiche piene di intrighi politici, magia, azione e romanticismo. 

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Gianna Calatozzo

Ciao sono Gianna, ho una laurea in Giurisprudenza, un tesserino dell’ordine degli avvocati a cui vorrei aggiungere quello da giornalista. La passione per la scrittura, nata sulla carta e poi migrata sulla testiera, mi accompagna da sempre. A 6 anni gli altri volevano fare gli astronauti; io avevo già le idee chiare: volevo fare la giornalista.

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