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“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.

Il 17 novembre è approdata su Netflix quella che possiamo definire, senza ombra di dubbio, la serie TV del momento. Con 6 episodi, da una durata di circa 15/20min ciascuno, “Strappare lungo i bordi” di Zerocalcare ha letteralmente stravolto tutta Italia.

Ovunque non si fa altro che sentir parlare di questa miniserie: tra amici, parenti, addirittura adulti come colleghi o professori. Questa mini serie è davvero sulla bocca di tutti!

Ma come si spiega quest’incredibile spopolamento? E cosa ha di speciale questa serie? Come mai ne parlano tutti così bene, tanto da diventare un vero e proprio fenomeno mediatico?

In questo breve articolo analizzeremo i motivi e gli elementi chiave che hanno composto la formula del successo di questa serie!

Pensieri e parole

“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.
“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.

In primis, la serie sembra essere un dispensatore di consigli e filosofia di vita, puramente intimi e derivanti dall’animo di Zero, che lasciano trasparire la sua visione, la sua personalità, le sue idee. E l’estrema chiarezza e semplicità delle sue frasi (alcune delle quali già diventate popolarissime) rendono il messaggio che vuole trasmettere ancor più diretto e apprezzabile, proprio di chi non ha peli sulla lingua e mette a nudo ogni aspetto di cui parla.

L’espressività del romano

“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.
“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.

Vale la pena sottolineare come l’uso del dialetto romano influisca molto sull’apprezzabilità e il rendimento di alcune scene, rendendole da subito iconiche e caratteristiche, con un’accezione particolare tutta loro.

Questo aspetto si combina alle tematiche su cui si concentra la serie, che sembrano riguardare problemi e situazioni che suscitano disagio e malessere, che accomunano tantissime persone. E che fanno riflettere. E questo, alla gente, piace molto.

Piacevole per chiunque

“Strappare lungo i bordi”: fenomeno mediatico.

Un’altra particolarità di “Strappare lungo i bordi” è sicuramente la sua animazione: semplice ed efficace, godibile per lo spettatore medio – che non è abituato ad una tipologia di grafica del genere – ma apprezzabile e soddisfacente anche per gli stakanovisti delle serie TV, ormai esperti del settore.

E d’altronde la brevità delle puntate aiuta tantissimo la fruibilità della serie. La scelta di strutturare le puntate con una durata che sfiora appena i 20min permette al prodotto di avere ed essere visto da un pubblico molto più vasto, che non riesce a rimanere davanti allo schermo per 40/50min di fila, ormai durata standard per le serie attuali. E le puntate non sono neanche tantissime (6).

Di certo, per poterne dire di più bisognerebbe assolutamente vedere la serie, ma possiamo già definirla un “must watch”! Il nostro parere è più che positivo, e ve ne consigliamo la visione!

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