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In arrivo la nuova serie di Zerocalcare

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Dopo un anno dal debutto su Netflix di Strappare Lungo i Bordi, Zerocalcare ha annunciato l’uscita di: Questo mondo non mi renderà cattivo. La serie animata sarà composta da 6 episodi e sarà disponibile su Netflix nel 2023, segreta ancora la data di rilascio. E no, non sarà la seconda stagione di Strappare lungo i bordi.

Questo mondo non mi renderà cattivo è scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production, in collaborazione con BAO Publishing. Riconfermato il doppiaggio e i personaggi inimitabili dell’universo di Zerocalcare. Zero, Sarah, Secco, e l’immancabile coscienza di Zero: l’armadillo con la voce di Valerio Mastandrea.

In arrivo la nuova serie di Zerocalcare

Nell’attesa di una data ufficiale, rispolveriamo, e scopriamo per coloro che non lo conoscono, il primo piccolo capolavoro animato di Zerocalcare.

La formula di Strappare Lungo i Bordi è la stessa della maggior parte dei fumetti di Zerocalcare. Bivi che appaiono sconnessi e pseudo-commedia osservativa legati tra loro da un unico filo che attraversa la trama. In questo caso, la narrazione centrale è un viaggio in treno di Zero con gli amici di sempre: Sarah e Secco, verso la città natale di Alice. Il tutto accompagnato dalla coscienza di Zero, dalla forma ingombrante di un armadillo, che è ancor più nevrotico, cinico e apatico del protagonista.

In arrivo la nuova serie di Zerocalcare

Composto da sei episodi dalla durata che oscilla dai 15 ai 17 minuti, Strappare Lungo i Bordi si guarda tutto d’un fiato. Zerocalcare, in pochissimo tempo, è riuscito a condensare la frustrazione di una generazione, la sua, insieme alle paure, ansie e ossessioni di un mondo con cui dover fare i conti. Ogni episodio è presentato come un bivio. Una breve serie di sproloqui sulle esperienze di vita dell’autore mentre prosegue il viaggio in treno, tutto legato alla storia principale. Storia che è rivelata solo negli ultimi due episodi.

Zerocalcare non ha solo dato vita ad una sitcom che tratta temi profondi ma una serie animata efficace e originale. Dentro si mescolano politica, dramma, commedia, crescita personale e riflessione. Il personaggio di Sarah è la migliore coscienza di Zero (scusa armadillo):

“Ma non ti rendi conto di quant’è bello? che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in una prato? Non ti senti più leggero”

Sarah
In arrivo la nuova serie di Zerocalcare

Secco, invece, è un ottima fonte di comicità nella sua impassibilità. La trama di per sé non è niente di incredibilmente originale, ma è raccontata con calore, comprensione, umorismo ed è costellata da realtà contemporanee in cui lo spettatore si rispecchia pienamente.

Questa non è la storia di Rebibbia, o di Roma. Questa è la storia di Zero che racconta di qualcun altro, strappando lungo i bordi, mentre osserva impotente. Gli spettatori sono catturati e trascinati nel mondo di Zero, radicato a Rebibbia, nella cultura anni ’90, in un sistema politico che si dimentica di te. Delle aspettative sociali, come la delusione che si può dare a un genitore che sperava in una vita differente. La paura di fare il primo passo e poi quella di restare con il rimpianto, la presa di coscienza che il tempo passa un po’ all’improvviso, e noi con lui. La continua rincorsa di un obiettivo perché senza quello cosa siamo? Qual è il nostro valore?

In arrivo la nuova serie di Zerocalcare

Questa è una storia di come nessuno non sia il solo a non sapere seguire quella linea tratteggiata davanti a sé, dalla società, dalle aspettative, dalla famiglia, dai coetanei. Ma è una storia di come ognuno di noi deve affrontarla a modo suo, rendendosi conto lungo la strada che il mondo non gira intorno a te…   

“Le persone so complesse: hanno lati che non conosci, hanno comportamenti mossi da ragioni intime e insondabili dall’esterno. Noi vediamo solo un pezzetto piccolissimo di quello che c’hanno dentro e fuori. E da soli non spostiamo quasi niente. Siamo fili d’erba, ti ricordi?”

Sarah
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Gianna Calatozzo

Ciao sono Gianna, ho una laurea in Giurisprudenza, un tesserino dell’ordine degli avvocati a cui vorrei aggiungere quello da giornalista. La passione per la scrittura, nata sulla carta e poi migrata sulla testiera, mi accompagna da sempre. A 6 anni gli altri volevano fare gli astronauti; io avevo già le idee chiare: volevo fare la giornalista.

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