DARQ immagine di copertina
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Dopo averci regalato un incubo visto con gli occhi di un bambino, questa settimana Epic Games ci regala DARQ, un platform-puzzle nel quale vivremo un incubo visto con gli occhi di un ragazzino. Il gioco, un po’ vecchio stile ma con dei tocchi molto originali, è stato prodotto da Unfold Games, una piccolissima compagnia americana della quale sappiamo molto poco se non che organizza un festival di giochi indipendenti e che DARQ è l’unico titolo rilasciato.

Recensione DARQ | Un sogno lucido da incubo
DARQ | Un sogno lucido da incubo

Una storia… che non c’è

La storia di DARQ bisogna andare a leggerla nella descrizione su Epic o sul sito ufficiale dal momento che il gioco in sé non ha alcun tipo di introduzione, dialogo o testo. Nel momento in cui cliccate “Nuova Partita”, infatti, il gioco inizierà direttamente. Ad ogni modo, lo sviluppatore descrive DARQ come la storia di Lloyd, un ragazzo che si accorge di vivere un sogno lucido che, purtroppo per lui, si trasformerà presto in un incubo. Per risvegliarsi, Lloyd dovrà esplorare il suo subconscio ed affrontare le sue paure. Ai fini del gioco, la storia è assolutamente ininfluente, quello che conta è il gameplay.

Come muoversi nell’incubo di DARQ

Il gameplay si basa sui principi dei platform 2-D vecchio stile ma con un twist moderno. Lloyd potrà camminare, correre, muoversi di soppiatto ma non saltare o strisciare. Fondamentalmente si tratta sempre di andare da destra verso sinistra (o viceversa) ma in alcuni livelli è possibile cambiare lo scenario interagendo con alcuni oggetti, per esempio: muoversi in profondità usando delle leve. L’aspetto più creativo del gioco riguarda i movimenti di Lloyd ed il fatto che il protagonista può piegare le leggi della fisica a suo vantaggio, camminando sui muri e “ruotando” l’ambiente circostante di conseguenza.

Tutto questo vi servirà per evitare i nemici (decisamente molto creativi), raggiungere ed ottenere oggetti che vi serviranno a risolvere i vari puzzles o degli interruttori per aprire porte e passaggi. I rompicapi non sono troppo difficili anche se non proprio intuitivi e, probabilmente, spesso arriverete a domandarvi “e adesso?”. Non avendo un campo d’azione molto ampio però, in un modo o nell’altro, troverete l’oggetto mancante o il passaggio nascosto senza perderci la testa.

Recension DARQ | Un sogno lucido da incubo. Gameplay
DARQ | Un sogno lucido da incubo

Conclusione

Che dire? “A caval donato non si guarda in bocca”. DARQ sembra più un esercizio che un vero e proprio gioco. Essendo una piccola compagnia, ci si può aspettare che vogliano far vedere di cosa sono capaci con un budget limitato e non li si può criticare per questo. Certamente avrebbero potuto aggiungere qualche elemento per far almeno intuire la storia, senza dover andare a leggerla sul loro sito ma probabilmente questo è parte della loro strategia. Il loro focus principale sembra essere sui movimenti del protagonista e l’atmosfera da sogno/incubo ricreata molto bene per i mezzi a disposizione e, soprattutto, non banale. Per gli appassionati di giochi casual da finire in poco tempo (2 ore dovrebbero essere sufficienti) può essere un buon titolo. Se non siete del genere, può essere una buona occasione per provare qualcosa di semplice e diverso.

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