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Buona visione: L’elefante del mago

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Buona visione: L’elefante del mago

I libri per ragazzi sono un repertorio irrinunciabile di storie. Se poi sei una piattaforma come Netflix e vuoi dichiarare guerra ad un colosso dell’animazione come Disney, hai bisogno di idee ovunque, anche nei posti meno frequentati della rete.

Per fortuna, prima di diventare un film d’animazione su Netflix, L’elefante del mago, di Kate DiCamillo , era un già un libro apprezzato.

Una storia di formazione e di inclusione, un grido di denuncia contro l’ottusità della guerra e contro la paura del diverso.

Temi complessi per i bambini, ma trattati con delicatezza e un lirismo che il film Netflix è riuscito a trasmettere, con una vena malinconica che accompagna la visione. Non preoccupatevi: il lieto fine c’è.

Un elefante, un orfano e un mago

Gli adulti hanno dimenticato la magia. Sfiducia e odio serpeggiano incontrastati, la fiducia nel prossimo è perduta. Senza fiducia, non c’è magia.

La fede è la chiave. Fede che pare scomparsa ovunque, così come il sole. Nel cielo nuvole scure come l’avvenire della popolazione  si addensano da anni.

Sembra lo scenario ideale per un film distopico. Invece,  è l’inizio di un film d’animazione. Le premesse dell’Elefante del mago vedono un inizio scoraggiante, un mondo che ha perso fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità di fare del bene.

Il protagonista è un ragazzo orfano cresciuto per diventare un soldato, perché per lui non esiste gloria più grande.

Non gioca, non ha amici, tutto quello che fa è addestrarsi. È anche lui grigio come la città in cui vive, un vecchio prima del tempo.

Ormai rassegnato al suo destino, la sua vita un giorno cambia quando incontra una veggente, che gli annuncia che ritroverà la sorella perduta grazie ad un elefante.

Difficile trovare un elefante in città. Eppure, nello stesso momento, un elefante appare per errore di un mago, paralizzando a vita una povera donna. E dire che il trucco doveva essere del tutto diverso.

Appena il giovane scopre dell’elefante, farà di tutto pur di liberarlo e farsi condurre al suo destino. Nonostante le avversità. Nonostante la paura. Sarà il primo a dare inizio al cambiamento, perché solo la sfida, credere nel futuro, permette all’uomo di sognare.

L’elefante del mago è una fiaba malinconica con un messaggio di speranza, troppo spesso calpestata da chi vuole spegnere quella luce che c’è in noi.

Gli adulti hanno bisogno dei bambini per ricominciare a sognare. E anche i bambini hanno bisogno di una guida, a patto che non gli vengano tappate le ali.

Se questa è la qualità a cui Netflix vuole attenersi, la Disney dovrà guardarsi le spalle.

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Annamaria Nazzaro

Collaboratrice, futura storica dell'arte (si spera) ed appassionata di fumetti, videogiochi, serie tv e film. Attualmente ho un podcast, Eva deve morire, su Spotify. Spero di potervi vedere presto anche lì.

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